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Tatuaggi pericolosi. “No agli improvvisati”, parola di professionista

È stato un controllo avviato dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute a portare alla luce la non conformità di alcuni campioni di colori utilizzati per i tatuaggi. Si tratta di prodotti chimici potenzialmente in grado di rilasciare nella pelle sostanze considerate cancerogene. Ma attenzione a non demonizzare i tatuaggi. Il vero problema sono i non professionisti.

Prodotti pericolosi ritirati dal commercio

Dopo l’accertamento da parte dei Nas, effettuato su 117 aziende tra centri di tatuaggio, importatori, produttori e distributori nazionali di pigmento, il Ministero della Salute ha deciso di ritirare alcuni prodotti. Il divieto è di “vendita e di utilizzo, di ritiro o richiamo dalla rete commerciale dei prodotti pericolosi”.

In totale, si tratta di 248 confezioni di tinture e pigmenti sequestrati e 31 infrazioni per la mancanza di autorizzazione dei locali o degli attestati di formazione degli operatori. Contestate anche le norme igieniche e strutturali della aree utilizzate all’applicazione del tatuaggio.

“I pigmenti utilizzati – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – non sono prodotti specificatamente per le applicazioni di tatuaggi e in genere contengono impurezze. L’80% dei coloranti in uso sono prodotti chimici organici e più del 60% azopigmenti. Sostanze che possono rilasciare ammine aromatiche riconosciute dall’Europa come cancerogene“.

Tatuaggi e malattie

Gli azopigmenti sono particelle prive di colore che vengono successivamente colorate tramite gli azocomposti. Gli azopigmenti hanno molte qualità, tra cui un’eccellente proprietà di colore nella fascia del giallo e del rosso, la resistenza all’esposizione alla luce e, se composti correttamente, la non tossicità. Per questo sono molto usati dai tatuatori.

Sebbene l’ultimo rapporto Istisan dica che a lungo termine gli inchiostri per tatuaggi possono provocare carcinomi, iperplasia, tumori e vasculiti, provarlo è veramente difficile. È certo, invece, che “i pigmenti di colore scuro o metalli presenti negli inchiostri utilizzati nei tatuaggi possono interferire con sistemi diagnostici per imaging, come la risonanza magnetica e il Pet scan”.

Attenzione ai tatuatori “improvvisati”

Casi come questi portano inevitabilmente le persone ad essere giustamente più caute nella scelta del tatuatore, altre volte invece ad avere paura di questa antica pratica. In realtà, la paura dei tatuaggi è immotivata, perché i problemi sono altri, come spiega Micol Ravenna del Pit Bull Tattoo Studio.

“Il tatuaggio in sé – spiega – non è una pratica pericolosa se fatta con criterio ed educazione. Per educazione intendo seguire le semplici regole di igiene e di cura della persona. Il tatuaggio si pratica immettendo pigmenti sotto cute e il tatuatore si deve impegnare a utilizzare materiali monouso e sterili, oltre che stare attento ad evitare contaminazioni dirette e incrociate. Nozioni, queste, che un tatuatore principiante non può avere a sufficienza per eseguire il lavoro correttamente, figuriamoci l’abusivo“.

“Detto ciò – continua la professionista – le cose principali sono due. La prima è scegliere uno studio che presenti certificazioni Asl, la seconda affidarsi all’esperienza di persone che hanno uno studio da diversi anni e che sono diventati professionisti. Avere solo la certifcazione Asl purtoppo non può bastare, in quanto ormai ce l’hanno in molti, a causa dei corsi di formazione non adeguati e che non preparano correttamente alla professione. Il tatuatore ancora non ha una categoria specifica come dovrebbe, ma è classificato come artigiano“.

Affidarsi a centri autorizzati

Per quanto riguarda i pigmenti “sicuramente in uno studio autorizzato, certificato e con esperienza decennale, i miei colleghi non rischiano comprando prodotti non certificati. Quindi questo è un altro “punto a nostro favore“. Come professionisti – aggiunge – ci riforniamo da ditte che vendono inchiostri certificati e non da siti che rivendono “cinesate“. Inoltre, il cliente per stare tranquillo può chiedere di visionare le schede tecniche di ogni singolo colore e in caso di dubbio può chiederne una copia da far controllare al proprio medico/dermatologo”.

“Tutta questa situazione – sottolinea – è comunque riconducibile al fatto che c’è troppa gente che si affida ancora a tatuatori improvvisati o che tatuano in casa per poche decine di euro. Persone che così mettono a rischio la propria salute, cosa che invece dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella scelta del tatuatore. Proprio come si fa per un intervento chirurgico. Dico sempre, ti affideresti mai ad un medico che opera in casa o che ha iniziato ieri? La risposta è scontata, ma con i tatuaggi, per molta gente, è scontata solo nella teoria. Non voglio paragonarmi a un medico – conclude Micol Ravenna – ma la responsabilità dei rischi legati alla salute delle persone, quando decidi di essere un tatuatore, sono simili e quindi bisogna stare molto attenti”.

Autore /

Siciliana d'origine, sono nata e cresciuta nel capoluogo di provincia più alto d'Italia, Enna. Una laurea in Giornalismo, una specializzazione in riprese e montaggio video e un diploma come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. Dal 2008 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Lavoro come giornalista, videomaker, OSSS e mamma. Credo nel lavoro di squadra, nella forza del web, nella determinazione e professionalità. Creativa e avida di conoscenza, coltivo molti interessi. Non sopporto i “furbetti". Adoro confrontarmi con gli altri e mettermi alla prova, sul lavoro e nella vita privata.

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