logo 1mela.it

Pianta cannabis
1Mela.it > Salute > Spinelli, giovani consumatori rischiano suicidio da adulti

Spinelli, giovani consumatori rischiano suicidio da adulti

I consumatori abituali di cannabis da giovani, sotto i 18 anni, rischiano il suicidio da adulti. È l’allarme lanciato dagli psichiatri in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio tenutasi ieri 10 settembre. Secondo una ricerca, fra gli utilizzatori il rischio di depressione cresce del 37%, mentre la probabilità di pensieri suicidi del 50%.

Suicidio causato dagli spinelli

Considerata droga leggera, lo spinello, se consumato in giovane età, al di sotto dei 18 anni, può portare ad effetti letali a lungo termine. Stiamo parlando del suicidio da adulti. A sostenerlo gli psichiatri, in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che si è tenuta il 10 settembre. Gli esperti fanno riferimento ad una revisione degli studi pubblicati su Jama Psichiatry i cui dati non sembrano lasciare spazio a dubbi.

Per la ricerca sono stati analizzati quasi 24 mila giovani consumatori e secondo i risultati il 37% di loro è a rischio depressione, il 50% ha avuto pensieri suicidi, mentre il pericolo di tentare il gesto estremo aumenta di ben tre volte e mezzo rispetto a chi non fa uso di spinelli. In Italia i dati parlano di 350 casi l’anno di suicidi commessi da under 30, diventando la terza causa di morte fra i giovani.

Effetti delle canne sulla salute

La canna, altro nome per indicare lo spinello, è una sigaretta che contiene marijuana o hashish. È facile da trovare, fa sentire leggeri, costa poco ed è molto consumata fra i ragazzi. I dati 2018 del rapporto Espad Italia denunciano che il 32,4% dei giovani tra i 15 e i 19 anni l’hanno usata almeno una volta nella vita. Per quanto riguarda la sua pericolosità il dibattito rimane aperto.

Le ricerche di Umberto Veronesi, uno dei più importanti oncologi italiani e politico, conslusero che i danni da spinello erano inesistenti. Ma che al contrario quelli da sigaretta, legale in tutto il mondo, sono oltre 50 mila l’anno solo nel nostro paese. Allo stesso modo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato più volte i governi a depenalizzare almeno l’uso personale, considerando che invece alcol e tabacco uccidono ogni anno milioni di persone. Dall’altro lato c’è invece chi, come i proibizionisti, pensa che l’uso di droghe leggere sia un trampolino di lancio per le droghe pesante. Cosa che di fatto non è mai stata provata.

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute – tolti i benefici, a scopi medici, sul dolore cronico, artrite, Parkinson, Sla, chemioterapia – tutto dipende da quanto tempo si consuma, a che età si inizia e dalle concentrazioni di Thc (tetraidrocannabinolo). L’Oms nella sua pubblicazione del 2016 sull’argomento, ha dichiarato che consumare canne a lungo termine può avere effetti sulla memoria, sui processi decisionali, velocità di risposta, coordinazione motoria, umore e cognizione. Più difficile è capire se l’uso di marijuana o hashish possa aumentare il rischio di tumori. Questo perché all’interno di uno spinello c’è sempre del tabacco, che è stato dimostrato essere un fattore di rischio nello sviluppo dei tumori e di malattie respiratorie.

Traffico illegale da circa 10 miliardi

Ultimo problema da non sottovalutare è quello del mercato nero. Trattandosi di una delle droghe più consumate in Europa, rientra nei traffici illegali più redditizi per le mafie. La Direzione Nazionale Antimafia ha parlato di 9,5 miliardi di euro l’anno solo di vendita di cannabis. Inoltre, il rischio di imbattersi in cannabis contaminata da altre sostanze nocive come il piombo, l’alluminio, il ferro e il cromo è molto alto.

In un contesto in cui il dubbio regna sovrano, l’informazione è la prima arma. Per questo motivo, esperti internazionali si riuniranno a Roma il prossimo 17 e 18 settembre per il convegno internazionale di suicidologia. A organizzarlo, l’università la Sapienza di Roma con il supporto della Fondazione Internazionale Menarini.

Autore /

Siciliana d'origine, sono nata e cresciuta nel capoluogo di provincia più alto d'Italia, Enna. Una laurea in Giornalismo, una specializzazione in riprese e montaggio video e un diploma come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. Dal 2008 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Lavoro come giornalista, videomaker, OSSS e mamma. Credo nel lavoro di squadra, nella forza del web, nella determinazione e professionalità. Creativa e avida di conoscenza, coltivo molti interessi. Non sopporto i “furbetti". Adoro confrontarmi con gli altri e mettermi alla prova, sul lavoro e nella vita privata.

Current template: news-single.php