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Donna anziana con occhiali da sole
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Raggi UV, minaccia per la salute della vista

Quando si parla di estate e sole è necessario prendere tutte le precauzioni utili a proteggersi. Non solo creme solari per la pelle, ma anche lenti da sole, berretti con visiera e integratori antiossidanti per difendere gli occhi. A farlo dovrebbero essere soprattutto quei soggetti più a rischio di sviluppare patologie della macula, come gli anziani.

Dmle e Retinopatia diabetica

L’esposizione prolungata ai raggi UV, associata all’età, rappresenta un problema per la salute della macula. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che un’eccessiva esposizione al sole senza nessuna forma di protezione può aumentare il rischio, negli anziani, di sviluppare la Degenerazione Maculare Legata all’Età (Dmle).

Si tratta di una patologia che colpisce le cellule della parte centrale della retina, danneggiandole. Una volta iniziato il deterioramento, questo provoca la perdita della vista centrale, lasciando intatta quella periferica.

“La forma più frequente (80%) è quella ‘secca’ in cui la retina perde le sue cellule lentamente ma progressivamente, segue la forma umida (20%) in cui improvvisamente si ha la formazione di piccoli vasi all’interno dell’occhio con emorragie e perdita di liquido nella retina” spiega, in un comunicato dell’Osservatorio per la Salute della Vista, Alfredo Pece, Primario della Divisione di oculistica dell’Ospedale di Melegnano e presidente della Fondazione Retina 3000.

La Dmle colpisce circa un terzo della popolazione dopo i 70 anni e prevalentemente le donne. Inoltre, i pazienti con un occhio già colpito da maculopatia senile hanno un rischio più elevato di svilupparla anche nell’altro.

La retinopatia diabetica invece colpisce circa il 3-5% delle persone nei paesi socialmente sviluppati e rappresenta la complicanza micro vascolare più comune del diabete, oltre alla prima causa di cecità.

Questa patologia a differenza della prima si manifesta a seguito delle abitudini alimentari delle popolazioni più benestanti, che assumono una maggiore quantità di zuccheri e calorie.

“È legata sia al diabete di tipo 1 in una fascia di età più giovane che a quello di tipo 2 dell’adulto, nell’età medio-avanzata. Il tempo di insorgenza è molto variabile e dipende comunque dal controllo della glicemia e dei fattori di rischio”, continua Pece.

Sostanze ad azione anti-ossidante

Se presa in tempo, la Dmle può essere rallentata grazie all’utilizzo di integratori alimentari contenenti sostanze ad azione anti-ossidante e anti-infiammatoria. Le stesse sostanze possono anche essere utili nella RD.

“È stato dimostrato che alcune sostanze con funzione anti-ossidante possono rallentare la progressione della Dmle fino al 25%. Per questo è importante una corretta alimentazione e l’attenzione verso sostanze con funzione anti-ossidante e protettive del tessuto oculare”, afferma Pece.

Ma quali sono le sostanze che possono aiutare l’occhio a superare lo stress ossidativo a cui è costantemente sottoposto?

A rispondere Gianluigi Manzi, dell’Uoc di Oftalmologia Aorn dei Colli – Ospedale Monaldi di Napoli: “Molti studi, tra cui AREDS 1 e AREDS 2, hanno valutato l’azione antiossidante sulle cellule retiniche di Luteina, Zeaxantina ed Omega3, contenute anche nei comuni alimenti come verdure a foglia verde, uova, tonno, salmone e sardine. Un nuovo impulso è stato dato dalla chiara evidenza che tanto la Dmle che la Retinopatia diabetica sono causate e peggiorate da fattori infiammatori. Per questo, la ricerca ha rivolto la sua attenzione anche ad altre sostanze come Gingko Biloba, Epigallocatechingallato, resveratrolo e antocianine, potenti antiossidanti per la loro funzione di protezione maculare”.

Maqui, il mirtillo che protegge la vista

Uno studio recente ha portato alla luce un nuovo frutto dal potere anti-ossidante, il Maqui. Un mirtillo coltivato solo nella Patagonia, in Argentina e in Cile, ricco di nutrienti e in particolare di flavonoidi, potenti anti-ossidanti contenuti anche nei frutti rossi e che proteggono la vista dai raggi solari.

“Il Maqui vive in un ambiente ostile per le condizioni di temperatura, le violente piogge e il forte vento che spira, condizioni che inducono la pianta a produrre delle bacche molto ricche di antiossidanti che le permettono di difendersi al meglio dall’ambiente. In particolare, contiene una quantità molto elevata di delfinidina, un polifenolo molto promettente. Il MaquiBright®, estratto purificato del Maqui berry, in recenti studi pubblicati anche sulla rivista Journal of the American College of Nutrition, è stato individuato come una molecola ad azione protettiva sull’apparato visivo. In un dosaggio di 30 mg in associazione a 150 mg di acido alfa lipoico sembra essere l’ultimo ritrovato in tema di supporto antiossidante anche per l’ottima tollerabilità” conclude Manzi.