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Bimbo gioca con uno smartphone
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No allo smartphone prima dei 3 anni, parola di pediatra

Vincenzo Calia, pediatra e fondatore della rivista UPPA, Un Pediatra Per Amico, affronta lo spinoso tema dei bambini e del loro rapporto con gli smartphone. In Italia il 30% di bambini tra i 5 e gli 8 anni ha a disposizione uno strumento touchscreen e ci sono oltre 40.000 applicazioni scaricabili per bambini a partire da tre anni. L’utilizzo del cellulare e delle altre tecnologie non è da demonizzare, ma va usato con buon senso e seguendo delle regole.

Bambini e tecnologia: la generazione touchscreen

Gli ultimi anni hanno visto la crescita esponenziale dell’utilizzo delle tecnologie, dagli smartphone ai tablet. Il fenomeno è diffuso fra gli adulti, ma sempre più anche fra i bambini.
Spesso il bambino viene lasciato in compagnia dello smartphone per smettere di piangere, per stare fermo a tavola o per farsi ubbidire. Lo smartphone diventa infatti spesso un babysitter per farlo tacere.
Secondo i dati di una ricerca pubblicata negli Stati Uniti nel 2013, il 38% dei bimbi, già al di sotto dei due anni, sa come far funzionare un tablet.

Si parla di generazione touchscreen, dove i bambini sono infatti in grado, solo dopo averlo osservato, di replicare il tocco del genitore passando alle immagini successive, ingrandendo le icone, accendendo e spegnendo il dispositivo.
Michael Rich, direttore del Centro di Salute Infantile dell’ospedale di Boston afferma che l’attrazione data dallo smartphone o dal tablet è dovuta ad un rilascio di dopamina.

La dopamina, neurotrasmettitore cerebrale associato al piacere, viene rilasciata  da alcune applicazioni, grazie ai colori, le figure o i premi che vengono proposti.
Se la tecnologia sembra da un lato isolare il bambino, estraniandolo dalla realtà, uno studio del Joan Ganz Cooney Center (associazione americana che si occupa di apprendimento dei bambini nell’era digitale) dimostra invece come l’uso di App finalizzate all’apprendimento del vocabolario, migliorino il linguaggio del 27% nei bambini che le utilizzano.

Vincenzo Calia, pediatra e fondatore della rivista UPPA, non punta il dito contro la tecnologia, ma afferma che l’approccio dovrebbe essere graduale, accompagnato da un adulto ed effettuato solo dopo una certa età.
Il pediatra sconsiglia l’utilizzo sotto i tre anni, perché questa è la fase in cui il bambino deve entrare in contatto con il mondo e la vita reale; inoltre, poiché il bambino tende ad imitare il genitore, soprattutto nella fascia di età tra i tre e i sei anni, sarebbe utile che non vedesse il genitore utilizzare lo smartphone.
Calia dà alcuni consigli sull’utilizzo dei dispositivi tecnologici: consiglia innanzitutto che il primo contatto avvenga insieme al genitore verso i 6 – 7 anni.

Inoltre, raccomanda l’utilizzo del parental control per evitare accessi in rete inadeguati ed infine sottolinea l’importanza di definire dei tempi per l’utilizzo.