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Tra arte e salute esiste un legame, parola di Oms

Qual è il ruolo dell’arte nel miglioramento della salute e dello stato di benessere? Da questa domanda e con l’intento di trovare una risposta, è partito il Rapporto Oms sul legame tra arte e salute. Un insieme di studi che hanno dimostrato come le arti siano in grado di impattare su benessere di mente e corpo.

Salute: dove arte e scienza s’incontrano

Esiste un dialogo tra arte e scienza, tra il mondo umanistico e quello scientifico? Apparentemente no. Eppure queste due forme di conoscenza del mondo s’incontrano in più punti. E in alcuni casi rappresentano addirittura le due facce della stessa medaglia. Come nel caso della salute. Dove il sapere dell’arte e quello della scienza hanno come unico scopo il benessere fisico e mentale della persona.

Ed è questa la filosofia alla base del Rapporto redatto dall’Ufficio Regionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa, che ha stabilito lo stretto legame tra arte e salute. Un legame fondamentale per garantire il benessere psico-fisico della persona. “Gli esempi citati in questo rivoluzionario rapporto dell’OMS – spiega Piroska Östlin, direttore regionale per l’Europa dell’OMS – mostrano i modi attraverso cui le arti possono affrontare le sfide sanitarie complesse come diabete, obesità e malattie mentali. Si considerano la salute e il benessere in un più ampio contesto sociale e comunitario e si offrono soluzioni che la pratica medica comune non è stata finora in grado di affrontare efficacemente”.

Il Rapporto spiega in 146 pagine come ognuna delle parti componenti delle attività artistiche – che sono impegno estetico, coinvolgimento dell’immaginazione, attività sensoriale, evocazione di emozioni e stimolazione cognitiva – sia collegata ai risultati sulla salute. Questo, grazie alle risposte psicologiche, fisiologiche, sociali e comportamentali che esse innescano.

Come influisce l’attività artistica sulla salute

Nel Rapporto si spiega, per esempio, come ” le componenti estetiche ed emotive delle attività artistiche possono offrire riduzione dello stress e conservare sia la salute mentale che il benessere del cuore. L’interazione sociale durante la partecipazione alle arti può ridurre la solitudine e la mancanza di supporto sociale, che sono entrambi collegati a depressione e declino cognitivo”.

“L’interazione sociale – continua – riunisce inoltre gruppi diversi di persone e può ridurre la discriminazione. Quest’ultima è collegata a malattie mentali e una serie di altre condizioni di salute tra cui CVD, condizioni respiratorie e indicatori di malattie come dolore e mal di testa. L’attività fisica attraverso la partecipazione alle arti può ridurre i comportamenti sedentari, che sono associati a condizioni come dolore cronico, depressione e demenza. Il coinvolgimento in discussioni sulla salute o in contesti sanitari attraverso attività artistiche può anche aiutare a incoraggiare comportamenti di promozione della salute. Tra questi come seguire una dieta sana e non fumare o bere troppo, tutti collegati a un minor rischio di mortalità per CVD e cancro“.

Il ruolo della politica

Lo scopo del Rapporto è dunque quello di riconoscere a tutti gli effetti il ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere. Per fare questo, l’Oms si rivolge alla politica affinché possa sostenere gli interventi artistici all’interno del sistema salute. D’altronde gli esempi di successo sono numerosi, come l’uso della musica per i pazienti prima dell’intervento chirurgico o il teatro per i pazienti con demenza. Ma anche l’uso della musica o della pittura per ridurre gli effetti collaterali del trattamento del cancro. E ancora, la danza come miglioramento delle attività motorie nelle persone colpite da Parkinson.

Altri suggerimenti per la politica riguardano la condivisione di progetti già funzionanti in altri paesi, il sostegno della ricerca nel campo delle arti e della salute e delle organizzazioni artistiche e culturali. Importante fare in modo che tutti i gruppi possano accedere alle varie forme d’arte. Inoltre, bisogna puntare sul rafforzamento delle strutture e dei sistemi di collaborazione tra i settori della cultura, dell’assistenza sociale e della salute. Infine, è necessario investire sulla formazione degli operatori sanitari per migliorare le loro capacità cliniche, personali e comunicative.

Autore /

Siciliana d'origine, sono nata e cresciuta nel capoluogo di provincia più alto d'Italia, Enna. Una laurea in Giornalismo, una specializzazione in riprese e montaggio video e un diploma come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. Dal 2008 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Lavoro come giornalista, videomaker, OSSS e mamma. Credo nel lavoro di squadra, nella forza del web, nella determinazione e professionalità. Creativa e avida di conoscenza, coltivo molti interessi. Non sopporto i “furbetti". Adoro confrontarmi con gli altri e mettermi alla prova, sul lavoro e nella vita privata.

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