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Danni alla salute provocati dal caldo. La guida Oms per difendersi

I cambiamenti climatici sono la principale causa dell’innalzamento delle temperature e della maggiore esposizione al calore della popolazione. I soggetti più a rischio di morte sono quelli che presentano già patologie gravi, ma nessuno è completamente al sicuro. Gli impatti negativi sulla salute però si possono prevenire ed ecco che l’Oms diffonde delle indicazioni specifiche per difendersi.

Dal 2000, più 125 mln di esposti al calore ogni anno

I dati relativi all’esposizione al calore della popolazione parlano di circa 125 milioni di persone in più ogni anno tra il 2000 e il 2016. Di queste molte hanno trovato la morte ed in particolare si ricordano i 70 mila decessi del 2003 in tutta Europa. Nel 2010, invece è stata la Federazione Russa ad essere più colpita, con 56 mila morti.

Nel complesso, l’innalzamento della temperatura è cambiato in frequenza, durata e magnitudine ed è destinato a peggiorare. Cosicchè da renderlo un fenomeno particolarmente pericoloso per l’intera popolazione mondiale, anche se interessa soprattutto alcune categorie più a rischio. Tra queste anziani, neonati e bambini, donne incinte, lavoratori esterni e manuali, atleti e poveri.

Lo stress fisiologico dovuto alle alte temperature causa il peggioramento di condizioni di salute già precarie. Ad esempio, malattie respiratorie e cardiovascolari, diabete mellito e malattie renali.

Ma compromettono anche le normali capacità del corpo di regolare la temperatura, causando crampi termici, esaurimento da calore, colpo di calore e ipertermia. In alcuni casi i danni sono irreversibili e portano alla morte. Tra le conseguenze da esposizione considerate più gravi ci sono anche quelle sociali. La perdita di capacità lavorativa e produttività del lavoro ne sono un esempio.

Linee guida per la popolazione, ma non solo

Oltre alla popolazione, anche gli operatori sanitari risultano essere tra le persone più coinvolte dall’emergenza caldo. Per questo motivo diventa fondamentale per loro prevedere una pianificazione di interventi mirati. Stessa cosa vale per le strutture sanitarie che spesso, a causa dell’innalzamento delle temperature rimangono senza energia elettrica.

Di seguito alcuni consigli dell’Oms per la popolazione:

Mantenere la casa fresca

La temperatura ideale è sotto i 32° durante il giorno e 24° durante la notte. Bisogna inoltre approfittare proprio della temperatura notturna per aprire tutte le finestre e fare entrare aria. Al contrario, tenerle chiuse di giorno. Aria condizionata e ventilatori vanno bene ma senza esagerare.

Tenersi lontani dal calore

Una buona strategia può essere spostarsi nella stanza più fresca della casa ed evitare di andare fuori nelle ore più calde. Meglio evitare attività fisiche troppo intense e se bisogna praticarle, meglio tra le 4 e le 7 di mattina. Abbondare con le docce e i bagni rinfrescanti, così come gli impacchi freddi, asciugamani bagnati sia sul corpo che stesi in casa. Infine, bere molta acqua e fare piccoli pasti leggeri.

Aiutare gli altri

È importante creare una rete di conoscenze in grado di monitorare lo stato di salute dei soggetti più a rischio. Se si conosce qualcuno di vulnerabile è bene informarlo sugli atteggiamenti migliori da tenere per prevenire un malessere. Attenzione anche a chi assume farmaci, meglio chiedere il parere del medico. Utile, potrebbe essere, frequentare un corso di pronto soccorso.

Se hai problemi di salute

Conservare i farmaci adeguatamente e comunque sempre ad una temperatura non superiore ai 25°, meglio se in frigo. Può aiutare bere acqua o succhi per reidratare i liquidi persi e riposare in luoghi freschi.

Chi chiamare in caso di bisogno

Il primo soggetto che può aiutarvi è il medico di famiglia. Durante le festività e orari notturni c’è invece il servizio di continuità assistenziale. In caso di emergenza invece bisogna chiamare il 118.

Per le linee guida complete clicca qui.