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Il cervello umano ha tre navigatori. La scoperta negli Usa

Per riconoscere un luogo, per muoversi al suo interno e per spostarsi da un luogo all’altro, il cervello usa tre aree differenti. A sostenerlo, gli psicologi della Emory University. Le tre zone coinvolte sono il paraippocampo, la corteccia retrospleniale e l’area occipitale.

Cervello, tre aree per tre competenze

È trascorso solo un anno da quando i ricercatori della Emory University hanno dimostrato che l’area occipitale del cervello è coinvolta nella navigazione in un determinato luogo. E adesso, dagli stessi scienziati arriva la nuova scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. Secondo gli psicologi statunitensi, esistono altre due aree differenti del cervello che svolgono funzioni da “navigatore”.

La prima è costituita dal paraippocampo, coinvolta nel riconoscimento di un particolare tipo di luogo. La seconda, la corteccia retrospleniale del cervello, coinvolta nella mappatura mentale delle posizioni di luoghi particolari nella città. La cosa interessante è che le tre zone cerebrali lavorano appunto per parti separate, ma poi interagiscono. “La ricerca – spiegano gli studiosi – potrebbe rivelarsi utile per migliorare i sistemi di visione artificiale, come quelli per le auto a guida autonoma”.

L’Alzheimer e l’orientamento nello spazio

A conferma della validità scientifica dello studio della Emery University e quindi della differenza tra le diverse aree del cervello, c’è anche uno studio precedente condotto da un team di scienziati dello University College London. I ricercatori, tramite un’indagine svolta su un campione di studenti, avevano evidenziato che l’ippocampo è fondamentale per muoversi nei luoghi sconosciuti, mentre la corteccia retrospleniale per orientarsi in quelli familiari.

I risultati di entrambe le ricerche sono considerati preziosi per capire meglio ciò che accade ai pazienti colpiti da Alzheimer. Le persone che soffrono di questo morbo presentano infatti tra gli altri sintomi anche quelli legati alla perdita di memoria e confusione circa i luoghi, le persone e gli eventi. Sono diversi i casi di cronaca in cui anziani colpiti da Alzheimer sono ritrovati, giorni dopo dai famigliari, lontani da casa e impauriti. Questo accade proprio perchè, con l’Alzheimer, le prime cellule del cervello ad essere colpite sono quelle dell’ippocampo: la parte del cervello che, ribadiamo, è associata all’apprendimento e al sapersi muovere e orientare in luoghi sconosciuti.

Come diagnosticare la malattia

Per capire se qualcuno soffre di Alzheimer non basta un solo test. Serve una valutazione medica completa che riguarda:

  • l’anamnesi della famiglia
  • un esame neurologico
  • test cognitivi per valutare la memoria e il pensiero
  • esami del sangue
  • imaging del cervello (brain imaging).

Autore /

Siciliana d'origine, sono nata e cresciuta nel capoluogo di provincia più alto d'Italia, Enna. Una laurea in Giornalismo, una specializzazione in riprese e montaggio video e un diploma come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. Dal 2008 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Lavoro come giornalista, videomaker, OSSS e mamma. Credo nel lavoro di squadra, nella forza del web, nella determinazione e professionalità. Creativa e avida di conoscenza, coltivo molti interessi. Non sopporto i “furbetti". Adoro confrontarmi con gli altri e mettermi alla prova, sul lavoro e nella vita privata.

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