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Sclerosi multipla: in arrivo il farmaco che congela la malattia

In arrivo anche in Italia il farmaco in grado di bloccare la sclerosi multipla. Il principio attivo, la Cladribina, è disponibile in compresse e può essere tranquillamente assunto al domicilio. Ha il vantaggio di avere effetti a lungo termine, fino a due anni.

La sclerosi multipla, malattia neurodegenerativa demielinizzante

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa autoimmune e demielinizzante, detta anche sclerosi a placche. È definita neurodegenerativa, perché provoca delle lesioni a livello del sistema nervoso centrale, ed è invece autoimmune perché provoca alterazioni anomale del proprio sistema immunitario. È definita infine demielinizzante, perché comporta una perdita di mielina.
La mielina è una sostanza che avvolge una parte dei neuroni e forma le fibre dei neuroni; il suo ruolo è quello di permettere il passaggio dello stimolo nervoso tra un neurone e l’altro.
La sclerosi multipla può essere progressiva o recidivante. Quella recidivante è caratterizzata da periodi acuti di malattia alternati a periodi di completo benessere, mentre quella progressiva è caratterizzata da una disabilità crescente che progredisce nel tempo.

I sintomi iniziali sono stanchezza fisica, disturbi visivi, disturbi della coordinazione motoria, e mancanza di sensibilità al tatto. La diagnosi viene effettuata con la risonanza magnetica cerebrale e l’esame del liquor,

Nel mondo sono oltre 2 milioni le persone affette da sclerosi multiple, e solo in Italia se ne contano circa 120mila. Colpisce prevalentemente le donne, e in età tra i 20 e i 40 anni. Le cause della malattia sono sconosciute, anche se si pensa vi siano fattori genetici e fattori ambientali.
Grazie alle scoperte scientifiche e alle terapie, l’aspettativa di vita delle persone affette da sclerosi multipla è aumentata in maniera significativa e anche le condizioni di vita sono nettamente migliorante.

Cladribina, la molecola per bloccare la sclerosi multipla

È ora disponibile in Italia una molecola, la cladribina,  in grado di migliorare le condizioni delle persone affette dalla malattia.
Mavenclad, nome commerciale del farmaco, è indicato nelle forme di sclerosi multipla recidivante, ed è in grado di bloccare la malattia per 2 anni. Agisce sui linfociti B e T, delle cellule del sistema immunitario che hanno un ruolo centrale nello scatenare gli attacchi. Il principale effetto collaterale del farmaco è che può causare linfopenia, ovvero riduzione del numero dei linfociti, ma in generale è ben tollerato.
È disponibile in compresse e ne devono essere assunte 20, suddivise in due cicli da 10 compresse ognuno. La terapia è in grado di rallentare la progressione della malattia, e di avere effetti che si protraggono per 2 anni.
Uno studio condotto su 2000 pazienti nel corso di 2 anni, ha mostrato che in 4 casi su 10 non ci sono state ricadute e in 9 su 10 nemmeno progressione della disabilità. E dopo 4 anni 7 malati su 10 continuano a non avere attacchi.

Gravidanza e sclerosi multipla

Questa terapia assume un’importanza notevole per tutti coloro che vogliono avere un figlio, perché bloccando la progressione della malattia per 2 anni, permette di pianificare e portare a termine una gravidanza.
Maria Trojano, docente di neurologia all’Università degli studi di Bar, afferma infatti che dopo sei mesi dall’ultimo ciclo di terapia, è possibile pianificare il concepimento e iniziare la gravidanza.

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