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Parkinson, uno studio ne individua l’origine nell’intestino

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neuron dimostra che il Parkinson origina dall’intestino. Alcuni esperimenti condotti sugli animali hanno infatti dimostrato che la malattia origina da alcune cellule dell’intestino che risalgono fino al cervello attraverso il nervo vago. Una volta arrivate nel cervello, vanno a colpire i neuroni che producono dopamina, causando così la malattia.

Il Parkinson origina dall’intestino

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa, che colpisce alcune cellule cerebrali provocandone la morte. Le cellule colpite sono quelle che producono dopamina, una sostanza responsabile del controllo dell’equilibrio, dei movimenti e della capacità mnemonica.

Il Parkinson, causato da una carenza di dopamina, si manifesta infatti con un’alterazione della capacità camminare e muoversi, causando tremori, lentezza nei movimenti e rigidità.

Da anni si sta cercando di studiare a fondo le cause della malattia ed un recente studio sembrerebbe averne trovato l’origine. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Neuron, ha dimostrato che la malattia ha origine nell’intestino.

Alcuni esperimenti condotti sui topi hanno infatti dimostrato che le cellule responsabili del Parkinson originano nell’intestino, per poi arrivare nel cervello passando attraverso il nervo vago, un lungo nervo che parte dal tronco encefalico e arriva fino al torace e all’addome. Una volta arrivate nel cervello, le cellule vanno a colpire i neuroni dopaminergici, ovvero quelli che producono la dopamina.

Le cellule che causano la morte selettiva dei neuroni che producono la dopamina sono dette proteine alfa – sinucleina mal ripiegate, e uno studio già condotto in precedenza aveva dimostrato che i malati di Parkinson presentano un accumulo di queste proteine nell’intestino.

Per lo studio sono state somministrate quantità di alfa – sinucleina mal ripiegata nell’intestino di topi sani; in quelli in cui era stato reciso il nervo vago – e quindi era stata impedita la risalita fino al cervello della proteina – non sono stati riscontrati danni cerebrali. Negli altri invece sono stati riscontrati accumuli della proteina alterata nel tessuto cerebrale.

Lo studio è andato anche a sondare i livelli di ansia nei topi se messi in un ambiente nuovo, in questo caso in una scatola. I topi senza declino cognitivo erano curiosi ed esploravano il nuovo ambiente; quelli affetti da declino cognitivo erano invece più ansiosi e cercavano di andare a rifugiarsi nei bordi della scatola. Secondo i ricercatori la caratteristica dell’ansia è presente nei pazienti con Parkinson.

I risultati dello studio sono un importante passo avanti nella conoscenza dell’origine del Parkinson; spetta ora ai ricercatori comprendere come poter bloccare la via di comunicazione tra intestino e cervello della proteina alfa – sinucleina mal ripiegata al fine di bloccare il passaggio alle proteine responsabili della malattia verso il cervello.

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Nata come interprete in ospedale, dove si è innamorata di tutto ciò che vedeva, diventa infermiera nel 2006. Prima in pronto soccorso e medicina d'urgenza, ora in rianimazione. Un master in area critica presso l'Università di Bologna e la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Infermiera, moglie, mamma di una boxerina pelosa, ballerina a tempo perso. Profondamente innamorata della vita, e con tanta voglia di migliorare il mondo!

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