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I nuovi sistemi di monitoraggio della glicemia

Sono sempre più diffusi i nuovi strumenti di monitoraggio continuo del glucosio, che permettono di avere rilevazioni rapide e senza doversi effettuare dei fori sulle dita ogni volta.In Italia l’accesso a questi dispositivi è ancora limitato a pochi pazienti e la Società Italiana di Diabetologia ha stilato un documento che ne evidenzia i pro e i contro.

Automonitoraggio della glicemia: vantaggi e limiti

La tecnologia in ambito medico continua a portare miglioramenti anche nella gestione della malattia diabetica. Grazie ai nuovi sistemi di monitoraggio continuo della glicemia, infatti, è possibile avere un controllo continuo ed evitare le classiche punturine quotidiane.

Ogni anno, dal 10 al 15% delle persone diabetiche decidono di adottare questi strumenti per il controllo del diabete e la Società Italiana di Diabetologia (SID) ha stilato un documento per analizzare vantaggi e limiti dei nuovi sistemi di automonitoraggio.
Il documento mostra i vantaggi di questi nuovi sistemi, legati in particolar modo al miglior controllo delle glicemie, alla prevenzione delle ipoglicemie, soprattutto nei pazienti con diabete di tipo 1 che devono somministrarsi insulina regolarmente.

Nuovi sistemi di automonitoraggio: cosa cambia

Di norma, la rilevazione della glicemia si ottiene tramite puntura del polpastrello con un piccolo ago, fino a far fuoriuscire una goccia di sangue. Il sangue viene poi messo su una striscia reagente che posizionata nell’apparecchio della rilevazione della glicemia, in pochi secondi fornisce il valore.
Questa operazione è da effettuare più volte nel corso della giornata dalle persone che devono somministrarsi insulina ed inoltre il valore ottenuto è una fotografia momentanea, non un valore che mostra l’andamento della glicemia nel tempo.

Da alcuni anni è disponibile la continuous glucose monitoring (CGM) ovvero il monitoraggio in continuo del glucosio dove un sensore glicemico, grande quanto una moneta, viene fissato alla cute e attraverso una cannulina vengono rilevati continuamente i valori di glucosio nel tessuto sottocutaneo. Questo strumento permette rilevazioni continue, fornisce un andamento giornaliero della glicemia e permette di non bucarsi continuamente.
Sono presenti attualmente due sistemi di monitoraggio continuo del glucosio: il CGM in tempo reale e il CGM a rilevazione intermittente.

Entrambi i sistemi forniscono informazioni sulla glicemia attuale e precedente, fornendo un andamento giornaliero, e dando informazioni per evitare picchi glicemici.

Il documento della Società italiana di Diabetologia

Visto il crescente utilizzo di questi strumenti, la Società Italiana di Diabetologia ha deciso di elaborare un documento per migliorarne l’utilizzo e la gestione.
Gli esperti sono concordi sul fatto che questi strumenti riducano i picchi ipo o iperglicemici, e siano meglio tollerati dalle persone. È stata infatti registrata una riduzione delle ipoglicemie giornaliere e notturne dal 40 al 50%.
I sistemi sono ben tollerati soprattutto dai giovani, ma anche dalle persone adulte e dagli anziani, perché permettono un continuo monitoraggio e lo stesso diabetologo è in grado di intervenire meglio sulla gestione del diabete.
Il documento della SID ha coinvolto 74 esperti diabetologi con l’intento di fornire raccomandazioni sull’uso dei sensori.
Nella prima parte del documento vengono riportate le evidenze scientifiche dei sensori e i benefici ad essi correlati e successivamente vengono evidenziati i vantaggi di una corretta rilevazione e continua.

Viene però sottilineano che i due sistemi di monitoraggio hanno differenze fra loro: il sistema di controllo in tempo reale richiede infatti una calibrazione una o due volte al giorno, ricorrendo alla misurazione della glicemia da sangue capillare, mentre non è necessario per l’altro sistema. Inoltre, il sistema di rilevazione in tempo reale è influenzato dall’assunzione di paracetamolo.

Necessità di un addestramento per un utilizzo ottimale

Gli esperti sono concordi nel dichiarare che è necessario fornire un adeguato addestramento per questi dispositivi alle persone affette da diabete non solo all’inizio, ma anche nel corso del tempo.
L’elemento importante da comprendere è l’andamento della glicemia, non solo quella istantanea. Questi dispositivi permettono infatti di fare un trend dei valori, e prevedere la tendenza della glicemia nelle ore successive, permettendo di attivarsi tempestivamente per ridurre picchi ipo o iperglicemici.

Costi del diabete e dei nuovi dispositivi

Il diabete è una delle patologie che comporta il maggior numero di costi sulla sanità italiana. Circa 20 miliardi di euro vengono spesi ogni anno per il diabete, per ospedalizzazioni, farmaci e visite.
I sensori per il monitoraggio vengono rimborsati a livello regionale e ogni regione prevede criteri di eleggibilità e processi di accesso differenziati. Al momento attuale, i soggetti che realmente hanno accesso a queste nuove tecnologie in Italia sono ancora in numero limitato.

Agostino Consoli, presidente della Società Italiana di Diabetologia, afferma che queste nuove tecnologie comportano sicuramente un aumento dei costi. Tuttavia, se si pensa alla riduzione dell’utilizzo delle strisce reattive, i costi possono essere ben assorbiti.
Nonostante ogni regione al momento abbia delle proprie regole,  il professor Consoli auspica che presto si arrivi a definire delle regole comuni valutando i rischi e i benefici reali di questi dispositivi.

Autore /

Nata come interprete in ospedale, dove si è innamorata di tutto ciò che vedeva, diventa infermiera nel 2006. Prima in pronto soccorso e medicina d'urgenza, ora in rianimazione. Un master in area critica presso l'Università di Bologna e la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Infermiera, moglie, mamma di una boxerina pelosa, ballerina a tempo perso. Profondamente innamorata della vita, e con tanta voglia di migliorare il mondo!

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