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Anemia in gravidanza e disturbi dello sviluppo del bambino

Uno studio condotto in Svezia ha messo in luce che le donne che soffrono di anemia prima della 30° settimana di gravidanza, hanno un rischio aumentato di avere bambini con disturbi neurologici, come autismo, disabilità intellettiva o ADHD (deficit dell’attenzione). I ricercatori sottolineano l’importanza di mantenere livelli adeguati di ferro nel sangue, per prevenire i rischi.

Ferro, anemia e gravidanza

Il ferro è una sostanza presente nel nostro sangue, che permette il trasporto di ossigeno all’interno dei globuli rossi. Il ferro contribuisce alla formazione dell’emoglobina, contenuta nei globuli rossi, che è il principale valore di riferimento per diagnosticare un’anemia.

Fra le varie tipologie di anemia, l’anemia sideropenica è conseguente proprio alla carenza di ferro.

In gravidanza le richieste di ferro aumentano, perché il feto ne richiede un consumo maggiore. Il ferro è infatti coinvolto nella formazione di neuroni e nella costruzione del rivestimento delle cellule nervose, da cui parte il segnale nervoso.

Studi condotti in passato hanno inoltre messo in luce che le madri con anemia tendono ad avere figli più piccoli, ad avere complicanze in gravidanza, e hanno maggiori possibilità di avere bambini che nascono prematuri.

Anemia sideropenica e sviluppo neurologico del bambino: i risultati dello studio

Uno studio americano, che ha coinvolto mezzo milione di bambini nati in Svezia nati tra il 1984 e il 2011, ha messo in luce che le madri con un’anemia sideropenica entro la 30esima settimana, hanno un rischio maggiore di avere figli con autismo, disabilità intellettiva o ADHD.

Lo studio, condotto da Renee Gardner, ricercatrice presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma, ha mostrato che vi è un’associazione fra anemia e disturbi neurologici, anche se non ha dimostrato se l’anemia sia la causa reale.

L’esperta sottolinea che il problema dell’anemia è comune in gravidanza e non deve mettere in allarme, ma mentre è frequente dopo la 30esima settimana, nel periodo precedente è più raro e preoccupante.

Lo studio, che ha preso in esame tutte le persone nate dal 1984 al 2011 a Stoccolma, ha mostrato una prevalenza di autismo nel 4.9% dei bambini nati da donne con anemia già all’inizio della gravidanza, nel 3,8% delle donne con anemia nell’ultimo periodo, e nel 3,5% nelle madri senza anemia.

Per quanto riguarda invece l’ADHD è stato diagnosticata nel 9,3% dei bambini nati da mamme con anemia all’inizio della gravidanza, nel 7,2% con anemia diagnosticata a termine gravidanza, e 7,1% nelle mamme senza anemia.

Infine, la disabilità intellettiva è stata diagnosticata nel 3,1% dei bambini con madri che hanno avuto anemia all’inizio della gravidanza, nell’1,1% di quelli le cui madri hanno sviluppato anemia in seguito e l’1,3% dei bambini nati da madri senza anemia.
I risultati mostrano quindi che, in linea generale, i bambini nati da madri con anemia nel primo periodo della gravidanza hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi neurologici, mentre i rischi sono inferiori nelle mamme senza problemi di anemia.

L’effettiva associazione tra anemia e disturbi neurologici è tutta da studiare e rimane fondamentale lo screening per l’anemia nel periodo prenatale.

Autore /

Nata come interprete in ospedale, dove si è innamorata di tutto ciò che vedeva, diventa infermiera nel 2006. Prima in pronto soccorso e medicina d'urgenza, ora in rianimazione. Un master in area critica presso l'Università di Bologna e la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche. Infermiera, moglie, mamma di una boxerina pelosa, ballerina a tempo perso. Profondamente innamorata della vita, e con tanta voglia di migliorare il mondo!

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