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Giovanna durante la dialisi domiciliare
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Dialisi al domicilio: la storia di Giovanna

Nella provincia di Pistoia, una paziente dializzata da 14 anni, ha ora la possibilità di eseguire la terapia dialitica al domicilio. In seguito ad una frattura del bacino Giovanna Del Bino ha iniziato ad effettuare la dialisi al domicilio, grazie alla collaborazione di un team multidisciplinare e all’educazione terapeutica alla famiglia.

La dialisi al domicilio, un cambiamento terapeutico e culturale

La dialisi è un trattamento terapeutico indicato nelle persone che sono affette da insufficienza renale cronica. Poiché in queste persone i reni non funzionano più in maniera adeguata e non sono in grado di filtrare le sostanze di scarto dell’organismo, la macchina della dialisi ripulisce il sangue in maniera artificiale, sostituendosi ai reni.
Le persone in trattamento dialitico devono di norma sottoporsi a 2 o più sedute settimanali per evitare l’accumulo di sostanze nocive e liquidi in eccesso. Fino ad ora il trattamento era possibile solamente in ospedale, con un dispendio in termini di tempo, ma soprattutto di energie per il malato, ma nell’AUSL di Pistoia, dal mese scorso, si è iniziato a effettuare la dialisi anche al domicilio.

La prima ad essere sottoposta al trattamento a casa è stata Giovanna Del Bino, 70 anni, paziente in dialisi da 14 anni, con una recente frattura del bacino.

A causa del dolore durante il trasporto fino all’ospedale, si è deciso di trattare la signora al domicilio e lo stesso trattamento è stato poi riservato ad altri 7 pazienti, ed altri 12 che effettuano invece dialisi peritoneale.
Tutto questo è stato possibile grazie al ponte ospedale – territorio e alla presenza di un team professionale, in cui la figura centrale è l’infermiere, che ha il compito di formare e seguire i familiari nell’addestramento all’utilizzo dalla macchina.

L’AUSL di Pistoia mette a disposizione della paziente tutta la strumentazione e garantisce inoltre l’assistenza personale e tecnica 24 ore su 24 per qualsiasi problema possa insorgere nel corso del trattamento.
La possibilità di effettuare la dialisi al domicilio non è solo un grande vantaggio per la persona che non deve più recarsi in ospedale, ma è anche un grande cambiamento culturale perché il paziente non è più un soggetto passivo, ma una persona che partecipa attivamente al processo di cura.
Alessandro Capitanini, direttore del reparto di nefrologia dell’Ospedale San Jacopo, ha affermato che “la dialisi a domicilio offre al paziente la possibilità di mantenere la propria dimensione familiare anche nella patologia, garantendo a casa come in ospedale la stessa efficacia e sicurezza.

La versatilità, l’impatto positivo sulla qualità della vita, la minor interferenza della tecnica domiciliare su attività lavorativa e sulla vita di relazione, il minor costo ne fanno una risorsa fondamentale per il presente e per il futuro. Altro aspetto non trascurabile è di tipo relazionale: l’emodialisi domiciliare incoraggia l’indipendenza, l’autonomia del paziente, lo responsabilizza e accresce la sua fiducia in se stesso. Si rinforza il cosiddetto empowerment che è fondamentale nel processo di autocura conditio sine qua non di tutto il sistema sanitario”.

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