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Medico durante la colonscopia
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Colonscopia, quando occorre fare l’esame

La colonscopia è un’indagine endoscopica che, attraverso l’introduzione di una sonda dotata di microtelecamera nell’ano del paziente, permette al medico di visualizzare dall’interno il colon. L’obiettivo è quello di identificare se ci sono lesioni, ulcere, masse o occlusioni; è un esame che è allo stesso tempo diagnostico e interventista, poiché se da un lato permette all’endoscopista di visualizzare la parete e scattare fotografie, dall’altro consente di intervenire nell’immediato per riparare eventuali lesioni, prelevare campioni diagnostici di masse o asportare, ad esempio, tumori in fase iniziale.

Colonscopia, indagine endoscopica e assistenza infermieristica

Medico durante la colonscopia

La colonscopia

L’esame assume diverse denominazioni a seconda del tratto che viene analizzato:

  • Rettoscopia: si esamina solamente il retto
  • Rettosigmoidoscopia: si esamina il retto e il sigma
  • Colonscopia sinistra
  • Pancolonscopia: si esamina tutto il colon
  • Pancolon-ileoscopia: si esamina il colon e la valvola ileocecale fino all’ileo distale

In condizioni ottimali, l’esame dura circa 5 – 6 minuti. In realtà la durata è legata allo stato emotivo del paziente (agitazione o ansia per esempio che possono prolungarne la durata) e in secondo luogo all’eventuale necessità di prelevare campioni bioptici.

Colonscopia, quando occorre fare l’esame

La colonscopia non è un esame di routine: di norma, la persona che si sottopone all’esame ha una sintomatologia ben specifica che la richiede, oppure un esame del sangue occulto fecale (Sof) positivo. È raccomandato inoltre quando il paziente ha un’anamnesi positiva per patologie del colon per cui l’esame è necessario per monitorare il decorso della malattia.

In linea generale, le indicazioni più comuni all’esame sono:

  • Ematochezia, melena o esame del Sof positivo
  • Anemia di recente riscontro di origine sconosciuta
  • Storia di neoplasia
  • Storia di polipi
  • Sospetto di malattie gastro-intestinali come morbo di Crohn
  • Alterazioni importanti dell’alvo (stipsi o diarrea) clinicamente significative
  • Rimozione di corpi estranei
  • Trattamento di lesioni sanguinanti

È controindicata in caso di melena, qualora si sospetti un sanguinamento del tratto digestivo inferiore, in caso di neoplasie infiltranti delle quali non si conosce la sede primitiva, e nella diverticolite acuta severa.

L’esame può avere anche effetti collaterali, che rimangono comunque rari. La letteratura descrive casi di emorragie in seguito alla rimozione di masse tumorali, perforazioni del colon, o errori di diagnosi secondari ad una non corretta visualizzazione della mucosa.

Colonscopia, la fase della preparazione

Affinché il medico possa valutare correttamente il colon, è necessario che il paziente esegua una corretta preparazione prima dell’esame. Se il colon non è pulito, anche parzialmente, non solo il medico non è in grado di visualizzare l’intestino adeguatamente, ma l’esame diventa doloroso per il paziente.

La preparazione per la colonscopia inizia almeno tre giorni prima dell’esame, poiché il paziente deve eliminare scorie come frutta e verdura. Il giorno prima dell’indagine deve limitarsi all’assunzione di cibi liquidi e il giorno dell’endoscopia mantenere il digiuno. Inoltre, affinché l’intestino sia pulito correttamente, la persona deve assumere un lassativo iso – osmotico diluito in acqua (comunemente dai due ai quattro litri di acqua). Se dopo l’assunzione del lassativo la persona continua ad evacuare feci formate, può essere necessario eseguire un clistere evacuativo.

Per la preparazione è necessario seguire la procedura specifica in atto prevista dall’unità operativa in cui si esegue l’esame.

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