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Gatti contro la depressione, adottarli allunga la vita

Piccoli felini pelosi, i gatti non sono solo animali da compagnia, ma anche una terapia per la salute di chi li accoglie in casa. In particolare, fanno bene al cuore e combattono la depressione. Per questo motivo, si è diffusa anche in ambito medico l’idea lanciata nel 2018 dalla Fondazione Iseni, di fare adottare dei cuccioli ai cardiopatici.

Pet-therapy per la cura del cuore

La vita stressata, sempre di corsa, la solitudine oppure i dispiaceri di tutti i giorni possono compromettere il benessere del vostro organismo ed in particolare del sistema cardiovascolare. Un cuore stanco è dunque un cuore a rischio di contrarre patologie invalidanti o letali. Oltre a condurre un corretto stile di vita, ciò che può aiutare il vostro cuore a stare bene è senz’altro la presenza di un animale domestico. Se si dice che il cane sia il migliore amico dell’uomo, di un gatto si potrebbe dire che rappresenti quasi un salvavita.

Numerosi studi hanno infatti dimostrato che adottare un gatto fa davvero bene al cuore. Le ricerche effettuate in 10 anni dall’Università del Minnesota su 4.500 persone, delle quali la metà vivevano con gatti, hanno concluso che i proprietari dei gatti avevano una migliore salute a livello cardiaco. Inoltre, i rischi di infarto erano ridotti del 30%.

Cardiopatici, più sani grazie alle adozioni di cuccioli

Viste le evidenze scientifiche in materia di gatti e salute del cuore, la Fondazione Iseni, già qualche anno fa, insieme al Centro Cuore Malpensa aveva dato via ad un progetto di adozioni, in collaborazione con i gattili ospitanti animali abbandonati. “Abbiamo deciso di avviare dei protocolli di intesa con alcuni gattili del territorio gestiti da volontari, dove vengono portati i gatti abbandonati – annunciava Fabrizio Iseni, presidente della Fondazione, a pochi giorno dalla presentazione del progetto -. Proporremo a chi soffre di patologie cardiache l’adozione di un cucciolo. Una soluzione con un doppio risultato: primo, ovviamente, prolunga la vita ai malati, secondo dà una casa ai gatti abbandonati. Questi avranno così una famiglia e ripagheranno tutto l’affetto che ricevono regalando anni di vita a chi se ne prende cura”.

Depressione e gatti, un rimedio naturale

Per quanto riguarda invece gli effetti sulla depressione, a spiegarli è Andrea Macchi, direttore del Centro Cuore Malpensa. “I principali benefici dei gatti riguardano la sfera dei disturbi stress-correlati e depressivi e la sindrome ansiogena. Il contatto con il pelo del gatto – chiarisce – produce ossitocina, l’ormone della felicità. A differenza del cane, la difficoltà del gatto a fidarsi dell’essere umano stimola in quest’ultimo l’autocontrollo e l’impegno prolungato nella relazione. Il contatto con il pelo è piacevole e distensivo, agisce in modo positivo su battito, frequenza cardiaca e pressione arteriosa. Tutto ciò produce quindi enormi benefici a livello cardiovascolare, prolungando e migliorando quindi la vita umana”.

I numeri dell’abbandono

Ogni anno, nel nostro paese, 50mila cani e 80mila gatti vengono abbandonati dalle famiglie con cui vivono. L’80% di questi animali rischia di essere investito, di morire di fame o di subire maltrattamenti. Pochissimi di questi trovano aiuto nelle associazioni di volontariato che si occupano di animali abbandonati.

I periodi dell’anno in cui succede più spesso sono: durante il periodo estivo e poi da novembre a febbraio. Tutto questo perché la famiglia o la persona che se ne occupa non è in grado di organizzarsi adeguatamente per le vacanze. I problemi più frequenti riguardano, da una parte, i costi elevati di trasporto degli animali o della loro locazione presso una struttura alberghiera e dall’altra parte, la scarsa offerta di strutture vacanziere che accettino cani e gatti.

È ovvio che queste motivazioni, sebbene valide, non giustificano affatto il comportamento di chi abbandona un animale. E ricordiamo che si tratta di un vero e proprio reato punito con multe che variano da 1.000 a 10mila euro oppure con la reclusione fino ad un anno. Per fortuna, esistono numerosi centri anti-abbandono così come canili e gattili. Strutture in grado di offrire un tetto, un pasto caldo e affetto a questi poveri animali, in attesa di ricevere le attenzioni di una famiglia.

Autore /

Siciliana d'origine, sono nata e cresciuta nel capoluogo di provincia più alto d'Italia, Enna. Una laurea in Giornalismo, una specializzazione in riprese e montaggio video e un diploma come Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana. Dal 2008 sono iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Lavoro come giornalista, videomaker, OSSS e mamma. Credo nel lavoro di squadra, nella forza del web, nella determinazione e professionalità. Creativa e avida di conoscenza, coltivo molti interessi. Non sopporto i “furbetti". Adoro confrontarmi con gli altri e mettermi alla prova, sul lavoro e nella vita privata.

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